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Veglie Notturne
Venite a pregare un sabato sera ...
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Veglie Notturne
Un Gruppo di amici e amiche, da quindici anni, si riunisce per pregare nella notte del Sabato .... anche per coloro che ballano, si drogano, si perdono ....
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Basilica Corpus Domini
1° Sabato del mese
Basilica Corpus Domini - Piazza Corpus Domini
La Chiesa sostituì un Oratorio del Sammicheli costruito nel 1525 a ricordo del grande miracolo Eucaristico avvenuto il 6 Giugno 1453. Si posero le fondamenta dell'attuale tempio nel 1598, affidandone il disegno ad Ascanio Vittozzi; terminati i lavori solo nel 1671, venne progettata l'artistica facciata dal Castellamonte.
Nel 1753 (terzo centenario del miracolo), l'interno venne abbellito di stucchi e dorature; la navata, unica, misura m 26 di lunghezza e m 10 di larghezza. Gli affreschi del Vacca, distrutti nei bombardamenti della IIa Guerra Mondiale (una grossa bomba scivolò sull'altare di San Carlo, ma non esplose!) furono rifatti nel 1949 dal Prof. Nicola Arduino. Il quadro dell'altar maggiore, rappresentante il Miracolo, è opera pregevole di Bartolomeo Caravoglia, allievo del Guercino; nella Cappella a destra (Madonna delle Grazie) l'icona rappresentante il "Sogno di San Giuseppe" è di Gerolamo Donini da Correggio.
Sotto l'icona vi è il quadro della Madonna delle Grazie, esposto ai fedeli dal Beato Sebastiano Valfrè (che fu addetto alla Chiesa dal 1653 al 1655). Pregando dinnanzi a questa immagine, la sera del 2 Settembre 1827 San Giuseppe Benedetto Cottolengo - Canonico del Corpus Domini - ebbe l'ispirazione di fondare la "Piccola Casa della Divina Provvidenza". Nella Chiesa restaurata dall'Alfieri si collocò la statua del Cottolengo in preghiera, opera - nel 1917 - di Davide Calandra. La Cappella a sinistra, dedicata a San Carlo e a San Francesco di Sales, è ornata da un bel quadro, opera di Agostino Cottolengo, fratello minore del Santo. Quasi a metà della navata, circondato da una cancellata in ferro, si trova il punto esatto in cui cadde il mulo che portava l'Ostia del Miracolo (rubata insieme alla pisside da un soldato proveniente da Exilles); in questo luogo, allora ancora appartenente alla piazza maggiore di Torino, l'Ostia si librò in alto e non discese che nelle mani dell'Arcivescovo di Torino, subito accorso, Mons. Lodovico di Romagnano. Tale miracolo meritò a Torino l'appellativo di "Città del Santissimo Sacramento"; nella Settimana Santa, il recinto interno (racchiudente la famosa pietra) viene adibito a "Santo Sepolcro" ed addobbato sontuosamente.
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Chiesa Immacolata Concezione
2° Sabato del mese
Chiesa Immacolata Concezione - Via Nizza, 47
La chiesa fu edificata a cura del Cardinale Antonio Barberini, cappuccino. Suo fratello, il Papa Urbano VIII° Barberini, ne benedisse la prima pietra il 4 ottobre, festa di san Francesco, del 1626 e vi celebrò la prima messa l'8 settembre 1630. Il disegno della chiesa è dell'architetto pontificio Michele da Bergamo (+1641), frate cappuccino, che ne diresse anche i lavori e ne lasciò una Memoria dettagliata. E' la prima chiesa romana dedicata "A Dio in onore dell'Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria". E' retta dai frati minori cappuccini, quel gruppo di francescani che, a cominciare dagli anni '20 del 1500, si proposero di vivere la Regola di san Francesco con maggiore rigore e semplicità. Abitano nell'attiguo convento riedificato dal 1928 al 1933, dopo che era stato abbattuto quello del 1631, per aprire l'attuale via Vittorio Veneto e costruire il Ministero delle Corporazioni, come fu chiamato allora. Vi si entra attraverso una scalinata a forbice, su cui si leva la facciata in mattoni, con lesene in pietra bianca, ripartita in due ordini sovrapposti. In quello inferiore si aprono la porta, sormontata da un timpano triangolare, e due piccole finestre; in quello superiore una grande finestra con architrave curvilineo, sovrastata da un timpano con finestrino ovale. Come tutte le chiese dei cappuccini, è ad una sola navata con cappelle laterali rialzate e chiuse da cancellate di legno. Soltanto L'ALTARE CENTRALE fu costruito in marmo, voluto da Urbano VIII Barberini, il cui stemma si vede alla base delle due colonne. Una parete divide il presbiterio dal coro retrostante, che ha tre ordini di sedili con banconi del 1739. Unica TOMBA di un certo rilievo monumentale è quella del principe Alessandro Sobieski (+1714), figlio di Giovanni III, il vincitore dei Turchi a Vienna, di C. Rusconi (1728). LA VOLTA DELLA CHIESA è a botte con al centro l'Assunzione di Liborio Coccetti(1796). AI DUE LATI DELL'ARCO del presbiterio i quadri con S. Francesco e S. Chiara dipinti dal cappuccino Paolo Piazza ( Cosmo da Castelfranco +1620). Nella chiesa sono sepolti: il primo santo cappuccino, Felice da Cantalice e vari frati morti in concetto di santità, fra i quali, nella prima cappella a destra, il popolare frate della Tv, Padre Mariano da Torino, del quale è in atto la Causa di beatificazione. IL PAVIMENTO è coperto di lapidi funerarie, la prima, al centro vicino ai gradini dell'altare principale, è del Cardinale Antonio Barberini, che dettò le parole per la lapide sulla sua tomba: "Hic iacet pulvis, cinis et nihil (qui giace polvere, cenere e niente) Il cimitero artistico è posto nelle sei cripte, nelle quali si entra uscendo dalla chiesa e scendendo la prima rampa di scale a sinistra.
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Chiesa Madonna di Lourdes
3° Sabato del mese
Chiesa Madonna di Lourdes - Corso Francia, 27
Pagina in costruzione
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Chiesa Santa Maria di Piazza
4° Sabato del mese
Chiesa Santa Maria di Piazza - Via Santa Maria, 4
La chiesa fu edificata a partire dal 1751 da Bernardo Vittone. Fu ultimata da Barnaba Panizza nel 1830 con una facciata neoclassica. Il primitivo impianto fu integrato nel 1890. L'interno è a navata unica con cappelle laterali; il presbiterio ha una struttura ottagonale con cupola all'interno di un tiburio.
La soluzione formalmente più originale è la fusione di pennacchi e tamburo realizzata dando forma concava ai pennacchi: questo motivo, di origine medievale, era già stato recuperato in alcune architetture da Borromini. Tale sistema permise a Vittone di traforare la cupola con una serie di finestre aperte al di sopra dei pennacchi delle volte. Vittone stesso illustrò le ragioni di questa soluzione nel trattato Istruzioni Diverse (1766). Il primo altare a sinistra appartiene all'Università dei mastri minusieri e reca una pala di Mattia Franceschini
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