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Pellegrinaggio Superga


Associazione Avvento

Pellegrinaggio Torino Superga

 

 

 

 
 

- In onore della Madonna di Fatima, nel 91° anniversario della sua Apparizione, la 15esima Edizione del Pellegrinaggio a piedi, Torino - Superga - 

 

 

 

 

 

 

STRATORINO DELLA PREGHIERA!

12 km di canti e di preghiera, nel Pellegrinaggio a piedi da Torino a Superga
 Il popolo orante, canta e cammina ... OLTRE il corpo, OLTRE la vista!

ZOOM

Presentazione del Pellegrinaggio di Superga

 

Gli Amici del Pellegrinaggio

 

 

 

 

Cronaca del 2007

Nel 1985, Antonio partecipa al Pellegrinaggio a piedi da Cracovia a Czestokowa in onore della Madonna Nera in Polonia, e rimane colpito da quel fiume di gente che ordinatamente e in preghiera camminava verso il Santuario.

Si domanda:”Perché questa bella esperienza non si può ripetere anche nella città dove abito regalando a toinesi questa bella esperienza?”.

Tornato a Torino, conservò nel cuore quel desiderio fino 1994, quando, con alcuni amici vide finalmente prendere corpo il suo progetto. Quest’anno per la quindicesima volta Antonio e suoi amici, che ormai si chiamano “Gli Amici del Pellegrinaggio di Superga”, partono dal cuore di Torino e cioè dal Santuario della Madonna Consolatrice (o Consolata come affettuosamente sogliono dire i Torinesi) e percorrendo a piedi le strade cittadine, arrivano sul colle di Superga dove sorge la Basilica dedicata alla Madonna delle Grazie.

Il Santuario è sorto per esplicito voto del re Vittorio Amedeo II di Savoia, per la vittoria ottenuta sui francesi durante l’assedio di Torino. Sono trascorsi dunque,  oltre trecento anni dal voto del re. Per questa ragione, durante il Pellegrinaggio del 2006, ha partecipato anche la principessa Clotilde, a piedi accanto al corteo, per l’intero percorso.

All’inizio del cammino, il Rettore del Santuario della Consolata ha reso ai partecipanti interessanti notizie storiche sul Santuario medesimo, le cui mura portano ancora i segni visibili della battaglia, svoltasi fra le truppe francesi e quelle piemontesi. Durante il percorso, si prega con il Santo Rosario intercalato dai commenti di Don Giussani, e si canta in coro, prima di iniziare la ripida salita, come faceva in passato S. Giovanni Bosco, che per 18 anni è andato a Superga con i suoi ragazzi. Ed è quella esperienza che noi, riviviamo da tanti anni, ricordando le parole del “Gius”:

" …. Cristo, mendicante del cuore dell’uomo e il cuore dell’uomo mendicante di Cristo".

Al termine della Santa Messa celebrata da don Salvatore, e coro di CL che l’anima con bellissimi canti, tra cui l’Ave Maria composta da Claudio Chieffo, l’assemblea si scioglie per riunirsi poco dopo con le gambe sotto la tavola: già perché la fede abbraccia tutto, dal riposo al sollazzo gastrico e alla politica: ci viene ricordato infatti, di seguire i consigli di Papa Benedetto XVI riguardo ai valori non negoziabili della famiglia, della vita e della libertà di educazione.

Sul colle di Superga, dietro la Basilica, sorge anche la tomba dei giocatori del Torino, la squadra di calcio che si schiantò sulle pendici della montagna al ritorno in aereo dal Portogallo: invito e monito anche in questi tempi bui a vivere l’agonismo sportivo, come raccontava S. Paolo in una sua lettera”…… lungi dall’essere arrivato, vivo la mia vita come tensione continua alla meta, come nello stadio”. Ma nella Basilica ci sono anche le tombe dei regnanti della casa Savoia.

La vera libertà è la preghiera, vissuta come domanda rivolta al Mistero

... e di domandare, non ci si stanca mai.

Don Primo, anima del Pellegrinaggio stesso, ha detto:

"... il Pellegrinaggio è ormai strumento e spazio di libertà per tutti".


A nome degli Amici del Pellegrinaggio di Superga

Associazione Avvento

Basilica di Superga

Real Basilica di Superga

Santuario della Natività di Maria Vergine

La Basilica di Superga, sul colle omonimo, a 672 metri sul livello del mare, una delle quote più alte fra le verdeggianti colline, che fanno da anfiteatro alla città di Torino, è meta di pellegrinaggi da tutte le parti d'Italia e luogo di intensa devozione mariana.

La devozione alla Madonna delle Grazie di Superga risale a molti secoli addietro, prima del 1439 i fedeli veneravano a Superga una icona dal titolo «La Madonna delle Grazie », il Juvarra edificando sullo stesso luogo questa stupenda Basilica e collocando la stessa effige della Madonna non fece altro che incrementare sempre più la devozione alla Vergine Santa di Superga.

Il complesso monumentale recentemente restaurato, consente al visitatore (dopo oltre 40 anni di chiusura al pubblico) la salita alla Cupola della Basilica da dove si può ammirare uno dei più bei panorami d'Europa, inoltre la visita alle Reali Tombe di Casa Savoia permette di osservare mausolei e sculture monumentali di artisti piemontesi, liguri e toscani attivi nel settecento e inizio ottocento. La visita all'intero complesso è una continua scoperta di capolavori artistici, architettonici e di bellezze paesaggistiche. Dal 1966 l'ufficiatura della Basilica è affidata ai Frati dell'Ordine dei Servi di Maria, la cui Comunità è lieta di accogliere coloro che desiderano trascorrere qualche giornata nel Centro di Accoglienza Pellegrini, dove è possibile pernottare, immergendosi nel silenzio e nella particolare atmosfera che la maestosità e la spiritualità del luogo.

Associazione Avvento

Gli avvenimenti deI 1706

Gli avvenimenti deI 2 Settembre 1706


Nella primavera dell’anno 1706 Luigi XIV con un forte esercito occupa Nizza e le terre della Savoia con la ferma intenzione di scendere in Piemonte. Nel frattempo i piemontesi si preparano allo scontro: la storia dice che furono accumulate in città milioni di fascine, una grande quantità di tronchi d’albero, per formare barricate. Furono tagliati i boschi intorno a Torino per impedire che si formassero dei rifugi al nemico. Per evitare il pericolo delle schegge provocate dalle cannonate, il selciato delle strade della città fu divelto. Fu ammassata una grande quantità di viveri sufficiente ai soldati e alla popolazione per almeno quattro mesi.

Il 12 maggio dello stesso anno l’esercito francese, forte di 78 battaglioni e di 8 squadroni per un totale di 60.000 soldati, pose l’assedio alla città di Torino, accampandosi nel triangolo formato da Venaria, Lucento e Regio Parco. L’esercito piemontese contava, sino a quel momento, 6.600 unità più 5.000 uomini appartenenti alla milizia urbana. Il divario era enorme, la differenza di potenziale umano e di mezzi bellici era tale da rendere la situazione dei piemontesi disperata. Eppure bisognava resistere; era in palio la sopravvivenza di Torino e l’autonomia del Piemonte. Tutto dipendeva dalla capacità di tenuta dei piemontesi, dall’eroismo dei soldati, dal coraggio della popolazione e dall’aiuto promesso dall’Austria con l’invio di un esercito forte di 28.000 soldati sotto il comando del Principe Eugenio di Carignano.

Per quattro mesi Torino fu bombardata, piombavano sulla città oltre 8.000 cannonate al giorno. Fu durante questi quattro mesi di assedio che si verificarono fatti di grande eroismo da parte della popolazione e dei soldati. lI 28 agosto avveniva l’incontro del Principe Eugenio con Vittorio Amedeo Il. I due condottieri salirono sul colle di Superga per esaminare meglio, da quell’altura, il campo di battaglia. Constatarono che lo schieramento nemico presentava punti deboli nella zona tra la Dora e la Stura. Giunsero alla conclusione che convogliando gli attacchi in quella zona poteva esserci una possibilità di successo.
Alcuni storici asseriscono che Vittorio Amedeo Il e il Principe Eugenio si recarono una seconda volta sul colle di
Superga, il 2 settembre dello stesso anno, fu in quella occasione che entrarono insieme nella chiesetta sita sul colle, che fungeva allora da parrocchia per i pochi fedeli della collina. Lo storico Felice Pastore, afferma che fu in quella circostanza, celebrata una Santa Messa, i due Principi si accostarono ai sacramenti; poi venne cantata solennemente l’Ave Marìs Stella. Giunti al versetto «monstra Te esse Matrem» (dimostraci che sei madre) Vittorio Amedeo Il si prostrò ai piedi della statua (quella venerata tutt’oggi nella cappella detta del voto) fece voto che se la Madonna gli avesse fatto ottenere la vittoria avrebbe costruito sul colle di Superga un magnifico Tempio a lei dedicato.

La tradizione sull’esistenza del voto, è un elemento costante e ha il suo supporto in notevoli testimonianze, il Carbonieri asserisce: «che la notizia del voto fu già raccolta dai viaggiatori che visitarono Superga durante i lavori: Breva, Selhouette, Kejssler. D’altronde che di voto si trattasse è opinione di scrittori settecenteschi, come il Craveri (1753) al voto fanno riferimento il discorso funebre per Vittorio Amedeo Il del Vescovo di Alessandria, Gattinara, l’11 dicembre 1732 e l'epigrafe sopra la porta principale dalla parte dell’interno».

Virgini Genitrici Victorius Amedeus, Sardiniae Rex Bello Gallico,
vovit et pulsis bostibus fecit, dedicavitque.

I due principi scesi dal colle misero in esecuzione il loro piano di battaglia. La sera del 6 settembre l’esercito piemontese era tutto schierato alle spalle dì quello nemico fra la Dora e la Stura.
La mattina del 7 settembre alle ore 10 iniziò il conflitto.
Lo scontro fu tremendo con perdite ingenti da ambo le parti, però l’esercito piemontese ebbe la meglio; quello
francese fu definitivamente sconfitto. La vittoria liberava Torino e la popolazione da tutte le sofferenze, il Piemonte aveva acquistato in un giorno la sua autonomia. La popolazione venuta a sapere del voto del Duca attribuì la vittoria all’intercessione della Madonna. Una vittoria inaspettata suscitò in tutti una gioia e un’entusiasmo incontenibile. Le sofferenze subite erano state troppe, ora finalmente la liberazione. L’incubo della paura e della morte era scomparso provocando nell’animo di tutti un sollievo indicibile.

Si iniziarono i festeggiamenti che furono solenni. Torino appariva trasformata, bandiere e drappi sventolavano da ogni parte. Sulla cittadella, segnata dai bombardamenti, sventolava una grande bandiera con al centro lo stemma di Vittorio Amedeo Il. Torino non si limitò ai festeggiamenti di stato e di folklore, iniziò anche preghiere di ringraziamento in tutte le chiese specialmente alla Consolata. Ma come spesso succede, passati i giorni di euforia e ognuno ritornato alle proprie faccende con il pericolo ormai scampato, si dimenticano anche le promesse fatte.

Per questo, alcuni storici, accusano Vittorio Amedeo Il di essersi dimenticato del voto fatto. A ricordarglielo fu il Beato Sebastiano Valfrè, il quale, quattro mesi dopo la liberazione, in data 13 febbraio 1707, scriveva a Vittorio Amedeo: «... ad honor della Vergine potrebbe V.A.R. dedicare la chiesa che farà nella cittadella, o a Soperga, o in un altro luogo» . Questo scritto indica il desiderio del Valfrè di erigere a titolo di ringraziamento una chiesa; se non era possibile a Superga andava bene anche in un altro luogo, purché si facesse.

lo penso, senza voler contraddire nessuno, che il lungo periodo che trascorse dalla liberazione (1706 al 1716) alla realizzazione del voto, sia dovuto non alla dimenticanza del Duca, ma alle condizioni disastrose in cui si trovava Torino. Non dimentichiamo che la città e il Piemonte uscivano da una lunga guerra, da tante scorribande e rapine. L’erario statale e la cassa ducale erano completamente vuote. La riserva monetaria non esisteva più, tutto era andato a sostenere le spese della guerra. Inoltre bisognava fare prima e cose più essenziali, ricostruire la città danneggiata dai bombardamenti, rifare le strade, le case, le chiese danneggiate o lesionate, portare via le macerie, disfare i cunicoli sotterranei, togliere le barricate; un lavoro certamente lungo e costoso per quel tempo.

Ricostruita Torino, il Duca pensò a mantenere il voto fatto.

Associazione Avvento

Programma del Pellegrinaggio di Superga

Domenica 18 Maggio 2008

15° Pellegrinaggio da Torino a Superga a piedi

in onore della Madonna di Fatima

per la Pace nel Mondo

e per il 91° anniversario delle Apparizioni

 

Partenza: ore 9

Percorso: via Cigna, l.go D. Napoli, Firenze, Colletta, Voghera, c. Belgio, c. Casale e str. Superga

Arrivo a Superga: ore 12,30

Conclusione e S. Messa: ore 13

Pranzo: al sacco

Rientro: mezzi pubblici

 

Il popolo orante che canta e cammina insieme!

I dolori, come la vita, certo non vi mancheranno,

ma vivrete la vita come un cammino.

Sarà faticoso, ma sarà la scoperta di un bene veramente grande

www.pellegrinaggiodisuperga.it

Associazione Avvento

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