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Pellegrinaggio Cappuccini


Per le Vocazioni e la Santitą sacerdotali

- ATTENZIONE! - Un nuovo Pellegrinaggio per Torino città dei Miracoli Eucaristici, città del SS. Sacramento! -


Associazione Avvento

I Fatti nella storia e nella Fede

Per CELEBRARE il 6 Giugno 1453, quando un'Ostia rimane lungamente sospesa a mezz'aria, tra lo stupore di molti torinesi e per RICORDARE che nel 1640, gli assedianti Francesi, uccisero 400 inermi cittadini riuniti in preghiera davanti al dipinto del Miracolo Eucaristico -

 

Il Miracolo

Il 16 giugno 1453, verso le cinque del pomeriggio, avvenne a Torino il celebre "miracolo del. SS. Sacramento".

Nell'alta Val Susa. presso Exilles, le truppe di Renato d'Angiò si scontrarono con le milizie del duca Lodovico di Savoia. Qui i soldati si abbandonarono al saccheggio del paese ed alcuni penetrarono anche in chiesa.

Uno di loro, sacrilego, forzò la porticina del tabernacolo e rubò l'ostensorio con l'Ostia consacrata. Avvolse tutta la refurtiva dentro un sacco e, a dorso di un mulo, passando per Susa e Rivoli, scese a Torino.

Sulla piazza maggiore, presso la chiesa di S. Silvestro ora dello Spirito Santo, sul luogo dove si eresse poi la chiesa del Corpus Domini, il giumento, incespicò e cadde.

Ecco allora aprirsi il sacco e l'ostensorio con l'Ostia consacrata elevarsi al di sopra delle case circostanti tra lo stupore della gente Fra i testimoni c'era un certo don Bartolomeo Coccono, il quale corse a dar notizia al Vescovo Lodovico dei Marchesi di Romagnano. Il Vescovo, accompagnato da un corteo di clero e di popolo, si portò in piazza si prostrò in adorazione e pregò con le parole dei discepoli di Emmaus: «Resta con noi, Signore»

Nel frattempo si era verificato un nuovo prodigio: l'ostensorio era caduto a terra, lasciando libera e splendente, come un secondo sole, l'ostia consacrata. Il Vescovo che teneva in mano un calice, lo alzò verso l'alto e lentamente l'Ostia consacrata cominciò a ridiscendere, posandosi dentro il calice

In processione ci si recò verso la vicina chiesa Cattedrale dove il Vescovo benedisse il popolo ringraziando Dio di questo prodigio eucaristico che poi meritò a Torino il titolo di "Città del SS. Sacramento".

 

Il complesso del Monte dei Cappuccini

Salire al Monte dei Cappuccini...vuol dire entrare in un calmo dialogo con il colle e ammirare dal piccolo piazzale, vero balcone su Torino, parte dei suoi dintorni, l'imbocco delle sue vallate e soprattutto il festante coro delle grandi Alpi, qualche centinaio di chilometri di arco alpino che svela la sua bellezza nelle mattine rese terse dal vento, quando il disco solare si alza dallo scenario collinare di Superga.

Un tempo, fino all'inizio della seconda guerra mondiale una piccola e caratteristica funicolare (costruita per l'Esposizione Universale del 1884) collegava il piazzale sottostante (in Corso Moncalieri) con la piazzetta antistante la chiesa. Sul monte visono: la Chiesa di Santa Maria del Monte, un convento, il Museo Nazionale della Montagna. Sulla destra della piazzetta guardando Torino, nel 1958 è stato posto un tratto di cancellata in ferro della grotta di Lourdes, donato ad un pellegrinaggio di lavoratori torinesi che nel 1960 vi affiancavano una statua in bronzo della Madonna. Sotto il Museo vi è la sede storica del C.A.I.

 

La storia...

Questa piccola altura torinese ha una storia molto antica e interessante. Durante scavi sono state ritrovate conchiglie marine fossilizzate e altri reperti che fanno pensare che molte migliaia di anni or sono la zona costituisse un fondale marino; fu base di attività preromaniche e di culti pagani.

Nel secolo XI qui fu costruito un piccolo complesso fortificato (detto Bastia) con torri e vedette per la difesa del sottostante ponte di legno sul Po cui pare corrispondesse, al di là del fiume, una Rocca (da cui avrebbe preso nome la via omonima).

Vicino ad una antica cappellina dedicata alla Vergine sorse il convento. In questo punto strategico, particolarmente fra il 1600 e 1800, a varie riprese truppe francesi, spagnole e austrorusse vi stabilirono quartieri generali e postazioni di artiglieria nel succedersi di lotte e assedi.

 

La Chiesa di Santa Maria del Monte...

Nel 1581 il Duca Carlo Emanuele I acquistava la Bastia dalla famiglia Scaravelli e la concedeva ai frati Francescani Cappuccini per farvi erigere una chiesa dedicata a S. Maurizio; del disegno fu incaricato l'architetto Giacomo Soldati. I lavori incominciarono subito ma vennero presto sospesi per vicende varie; furono ripresi nel 1610 sotto la direzione dell'architetto Ascanio Vitozzi, mutando il nome in S. Maria del Monte. Alla morte del Vitozzi i lavori continuarono in maniera discontinua sotto la direzione di Carlo di Castellamonte. La consacrazione della chiesa avvenne nel 1656. La chiesa è di costruzione semplice e armonica su base quadrata e tamburo ottagonale; l'interno è riccamente decorato e ha un bellissimo altare, opera di Carlo di Castellamonte, con un tronetto marmoreo di Benedetto Alfieri sopra il prezioso tabernacolo; notevoli sono pure i dipinti di Guglielmo Caccia detto Moncalvo, e una copia della Madonna con San Franceso di Giovan Battista Crespi detto il Cerano (il cui originale si trova alla Galleria Sabauda di Torino), nonchè alcune statue lignee di Stefano Clemente.

 

Il Convento...

E' legato al ricordo dei frati della peste che scrissero pagine di eroismo nelle ricorrenti epidemie, celebre quella del 1630 in una Torino decimata dal contagio; è anche ricordato per l'assedio del 1640, quando vi furono trucidate dalle truppe francesi oltre 400 persone ivi rifugiatesi in gran parte inermi nonchè per il prodigio eucaristico illustrato da una tela di ingenua fattura.

Il complesso del Monte, conosciuto anche per la testimonianza dei frati noti per la santità di vita e intelligenza di apostolato, come il padre Ignazio da Santhià nel secolo XVIII e il cardinale Guglielmo Massaja, non è stato ancora illustrato con pubblicazione adeguata; parecchi interrogativi si pongono agli appassionati di cultura e storia Torinese fra i quali: che ne è stato della millenaria Cappellina di Santa Maria del Monte? Com'era l'antica Bastia duecentesca? Queste e simili domande sono vicine a ricevere risposta da scavi e indagini non approssimative e saranno riportate su una pubblicazione in preparazione; si scoprono momenti e aspetti di storia torinese, sabauda e francescana che aprono pagine inedite sul Monte.

 

Una sintesi di alcune indagini sulla storia del Monte...

Due fortunosi e fortunati ritrovamenti hanno caratterizzato tra l'altro i grandiosi ed impegnativi restauri che si stanno completando nella Chiesa di Santa Maria del Monte dei Cappuccini. Durante i lavori di restauro (1989) e consolidamento della facciata, dopo averla opportunamente scrostata, ci si trovò di fronte a una porta murata che, aperta, immetteva in un piccolo vano insospettato. Qui in una fossa nel pavimento sconnesso si rinveniva una cassa di legno in pessimo stato, contenente uno scheletro. Subito si è pensato al corpo del Padre Cherubino Fournier da Maurienne, morto in questo Convento nel 1609 a 44 anni. Amico fraterno di San Francesco di Sales, consigliere fidato del Duca Carlo Emanuele I, ispiratore di Papa Paolo V per la istituzione della Sacra Congregazione di Propaganda Fide, di questo umile Cappuccino si perdono le tracce della sepoltura nel 1630, al tempo della grande peste che invase il Piemonte e non solo. Così la causa di beatificazione, in assenza del corpo, rimase sospesa sine die. Oggi, tornato alla luce, sarà portato all'onore degli altari?

 

Il ritrovamento delle spoglie di Filippo d'Agliè dopo 322 anni: 1667-1989

Ben diversa è la vita e la storia dell'altro personaggio ritrovato al Monte, anche se la scoperta è altrettanto fortuita.

Dovendo sistemare le ceneri di antichi frati sepolti nella cripta del Convento, si decise di fare una fossa nel giardino del Convento stesso. Con stupore venne alla luce uno scheletro perfettamente conservato, inumato a una ottantina di centimetri di profondità. Alcuni chiodi attorno al corpo fanno supporre l'esistenza di una cassa ormai scomparsa. Chi può essere stato sotterrato nell'orto dei frati? Non certo un Cappuccino, visto che hanno il loro sepolcreto nella cripta e non certamente un individuo qualunque, visto che trova la sua estrema dimora in un Convento tanto famoso.

Due oggetti straordinari accompagnano lo scheletro: due fornelli di pipa in ceramica bianca, uno di semplice fattura, l'altro molto più prezioso. Sono pipe secentesche e subito il pensiero corre ad un famoso personaggio del XVII secolo, assiduo frequentatore del Convento dei Cappuccini, tanto da voler essere sepolto nel sacro eremo: Filippo Giuseppe San Martino d'Agliè di San Germano, più noto col semplice titolo di Conte d'Agliè. Nato a Torino nel 1604, fu Maresciallo di Campo Francia, Capitano delle Corazze della Guardia di S.A., Ministro di Stato, Soprintendente generale delle Finanze, Maresciallo generale dell'Armata, Gran Maestro della Casa, Cavagliere del Supremo Ordine della SS. Annunziata, ecc.

Ecco chi era Filippo d'Agliè.Non è passato alla storia per tutti questi altissimi incarichi, ma per una dolcissima storia d'amore nata tra lui e la vedova del Duca Vittorio Amedeo I, la Duchessa Cristina di Francia, prima Madama Reale.

Tra le beghe sorte tra i Madamisti e i Principisti, durante la travagliata reggenza di Madama Reale tra il 1637 e il 1648 per il duchino Carlo Emanuele II, Filippo d'Agliè seppe tenere testa allo stesso Cardinale Richelieu che per due anni lo tenne prigioniero nel castello di Vincennes in Francia.

Il Conte, famoso per le sue squisite doti artistiche, buon musicista, ottimo violoncellista, geniale coreografo, scrisse e diresse innumerevoli balletti per la Corte di Torino, il più famoso dei quali risale al 1650 ed è intitolato Il Tabacco. Ecco forse spiegato il perchè del del ritrovamento delle due pipe. Il Conte Filippo d'Agliè chiese per testamento ed ottenne di essere sepolto umilmente nel convento del Monte. Morì a Palazzo Reale il 19 luglio 1667. 

Locandina Cappuccini pdf [490 Kb]

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